Il latte fa bene oppure no? Facciamo chiarezza sulle sue proprietà e sulla corretta assunzione di latte e latticini durante la giornata.

Un bel bicchiere di latte al mattino: la base di una buona colazione, vero?

Ma fa bene oppure no?

Ultimamente in Italia i consumi di latte sono diminuiti (circa una porzione al giorno, rispetto alle 2-3 suggerite dalle linee guida) e si tende a una continua decrescita. Questo perché si stanno diffondendo nell’opinione pubblica informazioni spesso imprecise sugli effetti negativi del latte sulla salute umana.

Latte e latticini: qual è il consumo giornaliero consigliato?

In realtà, a meno di accertate intolleranze alimentari, possiamo dire che latte e latticini rappresentano una fonte importante non solo di calcio, ma anche di proteine, vitamine, potassio, fosforo e zinco. Per questo motivo è importante inserirli giornalmente in un’alimentazione sana ed equilibrata, proprio come consiglia la Piramide alimentare transculturale divulgata dalla Società Italiana di Pediatria nel 2016.

A quale età è importante iniziare ad assumere latte vaccino?

Fino al primo anno di vita è sconsigliato utilizzare il latte vaccino, perché i reni dei neonati non sono ancora pronti a smaltire una concentrazione così elevata di proteine e sali minerali.

Dopo aver spento la prima candelina però, si può iniziare gradualmente ad introdurlo nella dieta dei bambini, non superando i 300 ml circa al giorno.

A partire dai 3 anni di età è invece molto importante promuovere l’assunzione di latte soprattutto per il contenuto di proteine digeribili e di calcio, il cui apporto adeguato è essenziale in questa fase della vita! Le linee guida consigliano due porzioni al giorno di latte o yogurt (1 porzione corrisponde a 125 ml di latte o 125 g di yogurt), una a colazione e una a merenda, per coprire il 50% del fabbisogno di calcio.

E gli adulti? È importante bere il latte anche “da grandi”?

Il latte non è un alimento presente da sempre nella nostra storia evolutiva, è stato inserito “solamente” diecimila anni fa (un periodo relativamente breve rapportato alla nostra evoluzione!), quando i nostri antenati, da cacciatori e raccoglitori, divennero agricoltori e allevatori.

A tal proposito l’intestino, come dimostrano alcuni casi di intolleranza, può avere difficoltà a produrre la lattasi, ovvero l’enzima che scinde il lattosio e lo rende digeribile.

Per gli adulti non intolleranti quindi, si consigliano 3 porzioni giornaliere di latte o yogurt (una porzione corrisponde a 125 ml di latte o 125 g di yogurt), alle quali vanno aggiunte, a seconda del fabbisogno energetico, da 2 a 3 porzioni a settimana di formaggio fresco (100 g ciascuna) o stagionato (50 g).

Ma quale è il rapporto tra il latte e la nostra salute?

La pubblicazione di NFI (Nutrition Foundation of Italy) del 2017 dal titolo “Il latte vaccino – ruolo nell’alimentazione umana ed effetti sulla salute” evidenzia come sia favorevole, soprattutto nelle prime fasi della vita, il rapporto tra il consumo di latte e la massa ossea; neutra o favorevole invece è l’associazione tra consumo di latte e il rischio di sovrappeso, obesità, diabete. Non sembrano esserci correlazioni invece tra il rischio oncologico e il consumo di lette e suoi derivati.

Se non ci sono allergie o intolleranze, quindi, non c’è motivo di privarsi di un alimento buono e importante come il latte!

Oltre al latte, esistono altre fonti di calcio?

Il latte bambini non è l’unica fonte di calcio!

Salvia, mandorle, prezzemolo, broccoli, cavolfiore, legumi e anche molte acque che beviamo contengono concentrazioni elevate di calcio.

Il latte però offre la migliore disponibilità e risulta, tra questi, l’alimento più utilizzato.
Ad esempio, 100 g di salvia contengono 600 mg di calcio, mentre 100 g di latte ne contengono 120 mg, ma… chi mangerebbe un etto di salvia?!

Adesso che conosciamo i benefici del latte e dei suoi derivati, facciamolo diventare un nostro amico e se non abbiamo allergie o intolleranze al lattosio, consumiamolo seguendo le dosi consigliate dalle Linee Guida!

Dati da fonte INRAN – Linee Guida per una sana alimentazione italiana