Amica o nemica del nostro organismo? Scopriamo tutti i segreti della buccia di frutta e verdura!

Ciao bambini! Oggi parliamo di un nuovo argomento: la buccia della frutta! La domanda principale che ci facciamo è: si mangia o no?

Per rispondere a questo quesito, proviamo a chiudere gli occhi e immaginare che il nostro orologio torni indietro con le lancette nel tempo.

La buccia: ieri e oggi

Solo per un momento facciamo finta di vivere in un’epoca primordiale, priva di ogni contaminazione umana. Un’era in cui non vi erano né coltivazioni intensive né l’utilizzo dei pesticidi, un mondo in cui la natura è ancora padrona indiscussa e le piante crescono rigogliose in modo spontaneo.

Ecco, in questo paradiso terrestre la buccia della frutta assolve a una funzione importantissima, come continua a fare anche oggi: proteggere il frutto stesso. Le piante, infatti, subiscono continue aggressioni da parte di microrganismi esterni e insetti di ogni genere e, non potendosi muovere, hanno sviluppato un altro sistema di difesa comunque molto efficace: la buccia.

Senza il bisogno di alcun tipo di agente chimico, la natura protegge i suoi frutti e non danneggia l’organismo di chi li mangia. Questa la sostanziale differenza tra il passato e il presente, che ci porta a dover porre una maggior attenzione a ciò che consumiamo e come lo consumiamo.

Le proprietà della buccia

I composti fitochimici presenti nella buccia aiutano la pianta a difendersi dai possibili attacchi esterni. La buccia è costituita da molecole fisicamente resistenti e difficilmente degradabili, come fibre alimentari non solubili (cellulosa e lignina) e la così detta pruina o cera vegetale. Sono poi presenti anche tracce di lipidi, zuccheri, proteine e acqua. 

Le fibre alimentari non solubili sono utili al nostro organismo per vari motivi, per esempio:

  • possiedono un elevato potere saziante e possono ridurre il senso dell’appetito, una funzione molto utile per tutte le persone che si trovano in un regime alimentare ipocalorico
  • aiutano a ridurre i picchi glicemici
  • contribuiscono ad abbassare i livelli di colesterolo
  • alleviano la stitichezza e favoriscono il transito intestinale.

La pruina invece rappresenta un naturale antimicotico per il frutto, ma non possiede alcuna funzione nutrizionale rilevante per l’organismo dell’uomo.

Mangiare la buccia della frutta quindi, proprio per la presenza della fibra alimentare, rappresenta generalmente un’ottima abitudine. Non dimentichiamoci però che non viviamo in un’era primordiale priva di contaminazioni chimiche, perciò è sempre bene fare attenzione ad alcune cose, in primis la possibile presenza di residui dei pesticidi utilizzati in agricoltura, sostanze potenzialmente tossiche per il nostro organismo.

Dobbiamo poi tenere sempre a mente che non tutta la buccia della frutta è commestibile: ciò non significa che sia necessariamente dannosa, ma in alcuni può essere poco gradevole e compromettere la nostra masticazione o la nostra digestione.

Facciamo qualche esempio pratico: potresti mangiare la buccia dell’ananas o quella della banana? Direi proprio di no. La buccia dell’arancia invece, se non trattata, può essere mangiata, anche se a volte risulta così amara da rendersi sgradevole e, di conseguenza, poco appetibile.

Conclusione

Naturalmente anche nelle coltivazioni odierne la buccia assolve sempre la sua funzione di difesa della polpa, ma potrebbe essere contaminata da agenti chimici. In questi casi diventa necessario sbucciare il frutto prima di mangiarlo, mentre se conosciamo la provenienza della frutta sarà sufficiente effettuare un accurato lavaggio sotto acqua corrente .

Altro consiglio da tenere a mente è che trovare frutta completamente priva di residui chimici è molto più probabile quanto più questa è di stagione. Comprare e consumare frutta di stagione è sempre preferibile e molto più sicuro.

La frutta andrebbe consumata senza buccia ogni volta in cui non siamo certi della provenienza, della sicurezza microbiologica dell’alimento o dell’acqua utilizzata per lavarla poiché per esempio in alcuni Paesi non sempre si utilizza o si può utilizzare acqua potabile;

Infine, a proposito di bucce commestibili, esistono un’infinità di ricette che utilizzano le bucce di alcuni frutti o di alcune verdure: dalla classica buccia di limone o arancia alla buccia di mele, zucca e anche melanzana.

Qualche esempio?

Cosa aspetti? Prova subito a cucinarle!