Pur riducendo il consumo di sale, i nostri piatti possono essere lo stesso ricchi di sapore! Scopriamo insieme quali sono le giuste quantità di consumo.

In passato, non c’era l’abitudine di aggiungere il sale al cibo. L’unica fonte di cloruro di sodio, infatti, era il contenuto di sale già presente naturalmente negli alimenti.
Oggi, invece, assumiamo giornalmente un quantitativo di sale nettamente superiore a quello raccomandato.

Basta un pizzico di sale!

Ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni fisiologiche normali la quantità di sodio che abbiamo bisogno di reintegrare con la dieta è di 0,1-0,6 g al giorno: si tratta della punta di un cucchiaino… una quantità veramente bassa!

Visto di quanto poco sale abbiamo bisogno? Talmente poco che non avremmo nessuna necessità di aggiungerlo ai cibi perché quello che è contenuto in natura negli alimenti è sufficiente a coprire le necessità dell’organismo!

Di quanto sale abbiamo bisogno?

Ogni giorno l’italiano medio adulto consuma circa 9 g di sale, tra i 6 e i 15 anni i consumi si abbassano a 7 g, ma restano comunque eccessivi.
Il quantitativo di sale raccomandato, per gli adulti, è di 5 g, molto superiore all’effettiva necessità, ma è il risultato di un compromesso tra prevenzione dei rischi e soddisfazione del gusto.

Per i bambini la quantità è inferiore e varia con l’età: nei lattanti non va aggiunto sale ai cibi, mentre dall’anno di età fino agli adolescenti si va da un minimo di 2 g fino a 5 g.

Dove si trova il sale?

Anche senza rendercene conto, assumiamo in diverse circostanze il sale. Vediamo insieme quali.

  • Nelle preparazioni in cucina: quello che aggiungiamo mentre cuciniamo oppure mentre condiamo l’insalata!
  • Nei prodotti trasformati e/o conservati, artigianali e industriali: tra i prodotti trasformati, la principale fonte di sale è rappresentata dal pane e dai prodotti da forno (biscotti, cracker, grissini, ma anche merendine e brioches da prima colazione).
  • Sodio contenuto naturalmente nei vari alimenti: latte, uova, carne, pesce, frutta, verdura, ecc.

Quali sono i rischi di un consumo eccessivo di sale?

Nell’età adulta, nelle persone predisposte, un consumo eccessivo di sale può favorire l’instaurarsi dell’ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari e renali. Un elevato consumo di sodio è stato associato, inoltre, a una maggiore incidenza di tumori dello stomaco, a maggiori perdite urinarie di calcio e quindi a un maggiore rischio di osteoporosi.

Per prevenire l’insorgenza di tali malattie è quindi consigliabile un’alimentazione povera di sale, già da piccolini!

Saporito sì, ma senza esagerare!

Potremmo provare a ridurre gradualmente la quantità di sale, rieducando il nostro palato a cibi meno salati: il palato è versatile e ci vorrà solo qualche settimana!

Per quanto riguarda le preparazioni, basta stare attenti e aggiungere pochissimo (o addirittura zero!) sale: ci può essere di aiuto l’utilizzo di spezie e/o di erbe aromatiche che riusciranno a dare comunque un sapore piacevole.

Per quanto riguarda invece i prodotti confezionati, basta leggere l’etichetta: troverete indicata sempre la quantità di sale contenuta.