Quando i tuoi genitori leggono questo nome nell’etichetta di molti alimenti confezionati,
subito storcono il naso! Ma scopriamo insieme se fa bene o no alla nostra salute.

Dadi da brodo, verdure in scatola, salumi, prodotti congelati o liofilizzati, sono solo alcuni degli alimenti confezionati che contengono tra i loro ingredienti il glutammato.
Consumato nelle giuste quantità è un aminoacido che il nostro organismo sintetizza autonomamente, ma in piatti già gustosi e saporiti si può evitare di aggiungerlo!

Che cos’è il glutammato?

Il glutammato monosodico è un amminoacido, un costituente delle proteine di cui tutti noi siamo formati. Viene utilizzato abitualmente come esaltatore di sapidità nell’industria alimentare, per enfatizzare i sapori di carne, pesce e di alcuni vegetali.
Una ricerca condotta qualche anno fa negli Stati Uniti ha dimostrato che, dei bambini a cui venivano fatte assaggiare cosce di pollo fritte trattate o meno con il glutammato preferivano per il 95% il pollo trattato.
Ed è proprio così cari amici! Infatti, sulla nostra lingua esistono tanti piccoli recettori del gusto sensibili al glutammato, per questo spesso viene definito il “quinto gusto”, dopo il dolce, l’amaro, l’acido e il salato.

Ti svelo inoltre una piccola curiosità. Il glutammato è anche detto “Umami”, una parola giapponese che significa “gustosa bontà” e letteralmente si traduce con “sapore saporito”, insomma, è ciò che ci fa venire l’acquolina in bocca!

Quali alimenti lo contengono naturalmente?

Il Parmigiano Reggiano è uno degli alimenti che contengono naturalmente glutammato, ed è per questo che una pasta al pomodoro con una spolverata di Parmigiano è più gustosa di una senza!
Inoltre, è presente anche in altri latticini come il Grana Padano e il pecorino, nei legumi come soia e piselli, nella frutta a guscio, nei pomodori e nella carne.

Pensa che il nostro corpo è addirittura in grado di produrlo da solo, se non viene introdotto attraverso i comuni alimenti! Normalmente questo aminoacido si lega ad altri componenti e forma delle catene proteiche, invece, in alcuni cibi è presente in grande quantità allo stato “libero” o in forma di sale.

Si può usare ma con moderazione!

Conosci il detto: “Non mangiare nulla che tua nonna non riconoscerebbe come cibo”?
Ecco, in questo caso forse potremmo fare un’eccezione perché una nonna cinese sicuramente insaporirebbe con il glutammato molti dei piatti che cucina quotidianamente per i suoi nipotini.
Nella cucina asiatica, infatti, è molto diffuso l’utilizzo del glutammato e, per questo motivo, negli anni ’60 si parlava della “sindrome da ristorante cinese”, caratterizzata dalla comparsa di sintomi quali mal di testa, capogiri, vampate di calore e palpitazioni.

In realtà le ricerche e le valutazioni scientifiche hanno concluso che si tratta di una sostanza che può essere utilizzata per esaltare il gusto degli alimenti, senza rischi correlabili alla salute.
Nonostante ciò, è sicuramente consigliato diminuire l’utilizzo di alimenti in cui si utilizza il glutammato come additivo: i dadi da brodo, le verdure in scatola e i prodotti liofilizzati.

Come ogni alimento, quindi, tocca a noi cercare di farne un consumo attento. Possiamo evitare questi prodotti e, ad esempio il dado da brodo, puoi preparalo in casa con mamma e papà e conservarlo comodamente in barattoli sottovuoto!