Il burro fa davvero così male come dicono? Povero burro, quante cose brutte sono state dette sul tuo conto! Sfatiamo insieme qualche mito.

Si dice che questo prodotto contenga una quantità elevata di colesterolo cattivo e, per questo motivo, bisognerebbe sforzarsi di tenerlo lontano dal nostro piatto.

Questo è vero, il burro è composto in buona parte da quei famosi grassi saturi che tanto fanno male al nostro sistema cardiocircolatorio… ma facciamo un po’ di chiarezza!

Una porzione di questo alimento, ovvero circa 10 g, contiene 25 mg di colesterolo, pari all’8% della dose giornaliera consigliata (300 mg). Si tratta di una quantità limitata che va considerata sulla base di quello che mangiate durante l’intero arco giornaliero.

Per avere una risposta veritiera alla domanda di prima dobbiamo conoscere meglio questo alimento, perciò iniziamo subito!

Il burro è un’emulsione di minuscole goccioline d’acqua, in cui sono disciolti zuccheri e proteine (caseine e lattosio). Esso è il prodotto della lavorazione delle creme di latte vaccino, ovvero la parte grassa che viene separata dal siero e condensata con diverse tecniche.

Secondo il Reg. UE 2991/94, deve rigorosamente essere ricavato da crema di latte di vacca o siero di latte e deve rispondere a precisi requisiti chimici, fisici e organolettici. In particolare deve contenere almeno l’80% di grassi e un massimo del 16% di acqua: per esempio in Italia viene venduto un tipo di burro che presenta in media l’82% di grassi.

A partire da queste indicazioni di legge, capita poi che sulle confezioni vendute ci siano diciture di cui non conosciamo il significato, per esempio il burro chiarificato o quello zangolato.

Il burro chiarificato

Questa tipologia viene chiamata anche Ghee e indica quel tipo di burro che si ottiene togliendo acqua, carboidrati e proteine del latte. Viene sostanzialmente lasciata quasi solo la parte grassa.

È un burro ottimale per la preparazione di piatti in cucina poiché “brucia” a temperature più alte, ed essendo privo di lattosio può essere utilizzato anche dagli intolleranti.

Il burro zangolato

Questo termine deriva dalla “zangola”, ossia lo strumento utilizzato per sbattere la panna e trasformarla in burro. Stiamo parlando quindi di quel tipo di burro appartenente alla tradizione che utilizza ancora la zangolatura come lavorazione.

Un prodotto super energetico

Il burro è un grasso da condimento e quindi ha un notevole apporto energetico. Facciamo sempre un esempio pratico: 100 g di questo alimento apportano oltre 700 kcal al nostro corpo.

Una pasta condita con del burro avrà circa le stesse chilocalorie di una pasta condita con olio extravergine d’oliva. Quello che cambia è l’apporto dei nutrienti: entrambi gli alimenti che abbiamo citato sono eccezionali, ma non dobbiamo sottovalutare il burro.

Esso non contiene solo colesterolo, ma è ricco di vitamine A, D, K ed E che insieme al selenio sono essenziali per il sistema nervoso e immunitario.
Tanto per citare un classico: il “pane burro e marmellata” da gustare a colazione è un’ottima combinazione, una colazione buona e perfetta per apportare al nostro fisico il giusto grado di energia, senza produrre picchi di glicemia.

La composizione nutrizionale del burro, infatti, fa rallentare l’assorbimento degli zuccheri da parte del nostro organismo, altra azione importante da tenere bene a mente.

Arrivati a questo punto quindi possiamo rispondere alla nostra domanda iniziale: questo alimento fa bene o fa male al nostro organismo? Come per molte altre cose non esiste una verità assoluta. Per poter giovare di tutti i suoi benefici il consiglio è quello di consumarlo, ma con moderazione!

Ora non mi resta che dirvi: buon appetito!