In cucina si utilizzano diverse tipologie di farina, ma come facciamo a distinguerle?
Quali sono le loro caratteristiche? Scopriamolo insieme!

Avete mai mangiato pane o pasta integrali? Vi piacciono? I vostri genitori utilizzano farina integrale per le loro preparazioni? Raffinata, integrale… ma quali sono le differenze?

Raffinato non fa rima con pregiato!

La raffinazione della farina richiede una procedura particolare. Quando i piccoli chicchi di grano arrivano al mulino, vengono privati di due componenti essenziali: il germe, ovvero il cuore nutritivo, e la parte esterna, la crusca. Attraverso questo processo però, si ha una grossa perdita, infatti se ne vanno via circa la metà degli acidi grassi polinsaturi contenuti nel germe (olio di germe di grano, ricco di vitamina E), quasi tutte le vitamine, fra cui quelle del gruppo B e minerali quali magnesio, fosforo e ferro.

Ma allora perché si utilizza il procedimento della raffinazione?

La farina raffinata è considerata più digeribile, inoltre ha tempi di lavorazione più brevi, tempi di conservazione più lunghi e richiede l’utilizzo di macchinari industriali più economici.
Capite bene che la farina bianca ha, per l’industria alimentare, costi più contenuti rispetto a quella integrale!

00 o integrale? Quali differenze nutritive?

La farina integrale ha il 13% di proteine, l’80% di carboidrati, il 2,5% di fibre e lo 0,5% di minerali.
La farina raffinata, la 00, invece, ha il 9% di proteine, 85% di carboidrati, l’1,5% di fibra e il 2% di minerali. Nella farina integrale, inoltre, anche i lipidi sono superiori, perché nella raffinata è stato eliminato il germe che contiene l’olio di germe di grano.

Diffidate dalle imitazioni

Se decidiamo di comprare una farina integrale, o prodotti integrali, scegliamo quelli giusti! Spesso infatti viene venduta come integrale, una farina raffinata a cui è stata aggiunta la crusca. Questo lo vediamo bene se acquistiamo del pane integrale: il vero pane integrale è molto scuro e di colore omogeneo, quello ottenuto dal secondo tipo di farina risulta più chiaro e con dei puntini neri (la crusca, appunto!).

C’è un’altra cosa a cui prestare attenzione durante l’acquisto! Siccome nelle farine integrali è lasciata la parte esterna, che è quella più esposta ai trattamenti chimici in agricoltura, accertati sempre della sua provenienza.

Quali sono i benefici della farina integrale?

Le qualità della farina integrale riguardano in primo luogo la loro azione benefica per il transito intestinale imputabile alla buona quantità di fibra. Numerosi studi scientifici affermano inoltre che gli alimenti integrali svolgono un’azione protettrice nei confronti del sistema cardiovascolare, del diabete di tipo 2 e sembrano inibire l’oncogenesi di alcuni tipi di tumori.
Infine, un’ultima nota: integrale è buono sì, ma non per tutti e sempre senza esagerare!
Le fibre infatti andrebbero assunte in maniera graduale e non sconsiderata! Un uso eccessivo e soprattutto in persone che soffrono di disturbi intestinali, potrebbe portare a gonfiori, tensioni addominali e crampi.
Quindi vale sempre il consiglio del buon senso e della moderazione!