Fattori nutrizionali, economici, ambientali, culturali e sociali, ecco tutti i punti attorno ai quali ruota una dieta sostenibile. Scoprite insieme a me di che si tratta!

Una dieta sostenibile è una dieta a basso impatto ambientale, che contribuisce alla salute di tutte le popolazioni ed è valida dal punto di vista nutrizionale.

Cos’è l’impatto ambientale?

Ogni prodotto alimentare che acquistiamo ha un suo ciclo di vita composto da varie fasi:

  • coltivazione
  • raccolta
  • trasformazione
  • imballaggio
  • trasporto
  • smaltimento

Come dei bravi ricercatori, è importante tener conto di ogni passaggio, considerando alcuni indicatori che ci aiutano a capire l’impatto che quel prodotto ha sull’ambiente:

  • Impronta del carbonio, ovvero l’emissione di gas serra o gas climalteranti responsabili dei cambiamenti climatici: tale indicatore è strettamente legato all’utilizzo di energia e si misura in kg di CO2
  • Impronta ecologica, ovvero la superficie di terra (o di mare) necessaria per fornire le risorse e assorbire le emissioni di CO2 sviluppate lungo il ciclo di vita del prodotto, dal campo allo smaltimento; si misura in m2
  • Impronta idrica, ovvero le modalità di utilizzo e i consumi delle risorse idriche da parte del sistema produttivo; si misura in litri (l) di acqua.

Mucca o carota, chi ha l’impatto ambientale maggiore?

Sicuramente bambini, un allevamento animale ha un impatto ambientale maggiore rispetto a un terreno destinato a coltivazioni vegetali: per produrre un kg di carne occorre più energia, più acqua e si produce più CO2 che per produrre un kg di farina!

Per questo motivo, i ricercatori ci ricordano che una dieta basata prevalentemente su alimenti di origine vegetale e povera di quelli di origine animale comporta benefici per la salute e per l’ambiente.

Dieta sostenibile: ogni allevamento è diverso

L’impatto ambientale che può avere un allevamento di carni bovine è di gran lunga superiore rispetto a quello delle carni avicole, come pollo e tacchino: cambia l’emissione dei gas serra e del consumo idrico.

Anche in questo caso, salute e sostenibilità vanno di pari passo: si consiglia sempre di ridurre il consumo delle carni rosse e di favorire quello delle carni bianche!

Più vicino è meglio!

I prodotti a “km zero”, venendo meno tutta la parte del trasporto alimentare, hanno un impatto ambientale minore rispetto a prodotti provenienti dall’altra parte del mondo.

Il prodotto che possiamo trovare nel nostro orto oppure in un’azienda agricola o un allevamento vicino casa è più ecologico, più salutare e soprattutto più nutriente!

Quindi bambini ricordiamoci una semplice regola per una dieta sostenibile: gli alimenti prodotti a minore distanza dalla nostra casa hanno un impatto minore sull’ambiente e sono quelli che dovrebbero essere più presenti sulle nostre tavole.

Il piatto sano e sostenibile

Un gruppo di ricercatori ha ideato il piatto sano e sostenibile. Vediamo subito come funziona!

Immaginate di dividere un piatto in 3 parti diverse:

  • circa la metà dovrebbe essere composta da frutta e verdura
  • un’altra porzione la occupano i carboidrati (in prevalenza i cereali integrali)
  • l’ultima parte è occupata dalle proteine, dando la precedenza a legumi, frutta a guscio e a seguire latticini, uova, carni bianche e carni rosse.

Adesso siete pronti per diventare dei paladini della dieta sostenibile, rispettosi dell’ambiente e delle sue risorse!