Ciao bambini! Oggi faremo una piccola lezione di storia, siete pronti?

Negli anni ’50 un nutrizionista americano, Ancel Keys, si accorse che le popolazioni affacciate sul mar Mediterraneo si ammalavano più raramente di alcune malattie (diabete, obesità e patologie cardiovascolari) rispetto alla popolazione americana. Per ben vent’anni Keys si dedicò allo studio comparativo di 7 popolazioni attraverso il programma “Seven Countries Study”, dove appunto monitorava dieta e condizioni di salute di circa 12.000 persone, di età tra i quaranta e i cinquantanove anni, di Giappone, Usa, Finlandia, Olanda, Jugoslavia, Grecia e Italia.
Il risultato fu eclatante: il tasso di mortalità per infarto era molto più basso nei paesi del Mediterraneo che negli altri paesi. Questo portò lo studioso a correlare lo stile alimentare con lo stato di salute.
Sapete qual era il modello più giusto da seguire? Una dieta costituita per lo più da cereali, verdure, frutta, pesce e olio di oliva in alternativa alle altre diete troppo ricche di grassi saturi, proteine e zuccheri.
L’alimentazione dei popoli del bacino del Mediterraneo era molto povera e consisteva soprattutto di pasta, pane, verdure, legumi e uso sporadico della carne. La presenza di cibi “fuori norma” era legata essenzialmente ai giorni di festa, come per noi la domenica o le feste di Natale! Purtroppo dal dopo guerra, con la ripresa economica degli anni sessanta, si sono un po’ abbandonate queste sane abitudini alimentari per prediligere modelli alimentari d’oltreoceano ritenuti più moderni… Questa tendenza per fortuna è andata esaurendosi e ultimamente la dieta mediterranea è stata rivalutata ed è oggi universalmente riconosciuta come dieta adatta a combattere le “patologie del benessere”. Bambini, è davvero importante saper mangiare sano!

Nel 2010 “la dieta mediterranea” è stata iscritta dall’UNESCO nel patrimonio culturale dell’Umanità.
I principi della dieta mediterranea si possono così riassumere:
– predilezione delle proteine di origine vegetale rispetto a quelle di origine animale
– riduzione dei grassi saturi (di origine animale) a favore di quelli insaturi (di origine vegetale)
– aumento della fibra alimentare
– aumento dei carboidrati di tipo complesso e diminuzione dei carboidrati di tipo semplice
– diminuzione del colesterolo
– riduzione del consumo di carne rosse favorendo quello di carni bianche
– maggiore consumo di pesce e legumi
– riduzione di insaccati e superalcolici

Buon appetito e W la sana alimentazione!