La cottura dei cibi è una vera e propria magia: i sapori si trasformano, le consistenze cambiano e anche i profumi appaiono diversi. Continua a leggere per capirne tutti i segreti!

Cari bambini, lo sapete che la cottura dei cibi ha rappresentato un’evoluzione molto importante per la storia dell’uomo?
Grazie alle varie tipologie di cottura, molti alimenti difficilmente commestibili da crudi (come le patate e i legumi), sono diventati alimenti importanti per la nostra nutrizione.

Cosa accade durante la cottura dei cibi?

Durante la cottura sopra i 75° vengono distrutte alcune sostanze nocive presenti in molti cibi crudi: questo vale in particolare per le Solanacee come le patate e le melanzane, alimenti che da crudi contengono la solanina, un composto tossico neutralizzato durante la cottura.

La cottura, inoltre, permette di aumentare la digeribilità dei cibi perché innesca processi simili a quelli digestivi, trasformando le sostanze chimiche complesse in sostanze più semplici. Avvia infatti processi di demolizione delle proteine e dell’amido, per cui in alcuni casi ne migliora l’assorbimento.

Scopriamo insieme tutte le tipologie di cottura e le loro caratteristiche!

Bollitura

Sicuramente è la tipologia di cottura più povera di grassi, ma di contro c’è la perdita di alcune vitamine e sali minerali importanti che si disperdono nell’acqua di cottura, la quale solitamente viene buttata! Un consiglio quindi è quello di non fare cotture troppo prolungate, mettere poca acqua e introdurre gli alimenti quando l’acqua già bolle.

A vapore

Questa è la tecnica migliore per conservare le proprietà nutrizionali degli alimenti: vitamine del gruppo B e folati rimangono presenti quasi nella loro totalità.
Solo la vitamina C, sensibile al calore, con la cottura si degrada inevitabilmente.

Al forno

È definita una cottura molto sana perché può essere effettuata senza aggiungere grassi. Il problema è che di solito le cotture al forno sono lunghe, pertanto alcuni nutrienti possono degradarsi; un rimedio efficace può essere quello di coprire gli alimenti con un cartoccio di carta da forno. Inoltre, anche la cottura al sale sia di pesce che di carne mantiene le proprietà nutrizionali.

Alla griglia

Con l’arrivo della bella stagione arrivano anche le grigliate, ma non è una cottura che si può fare tutti i giorni, anzi va fatta con attenzione!
Nella parte esterna dell’alimento infatti, si possono formare sostanze cancerogene come gli idrocarburi. Per limitare questi effetti però si può usare una griglia di ghisa o di ferro e tenerla abbastanza lontana dalla brace.

Cottura in tegame

La cottura in tegame è una tecnica mista perché prevede prima una rosolatura con un grasso (olio o burro) e dopo il prolungarsi della cottura con un liquido (salsa di pomodoro, succo di limone, acqua…).

I cibi, meglio crudi o cotti?

Abbiamo visto che la cottura dei cibi è molto importante, anzi spesso è fondamentale per rendere commestibili cibi che non lo sono.

È importante tenere in considerazione però che durante la cottura, molti alimenti perdono alcuni principi nutritivi, come le vitamine “termolabili”, ovvero quelle non resistenti al calore (come la vitamina C), alcuni amminoacidi essenziali e i sali minerali.

Quindi quando si parla di verdure, ad esempio, provate a gustarle non solo lesse, al forno o in umido: un bel pinzimonio di verdure crude o in insalata, vi aiuterà ad assaporarle appieno, godendo di tutti i principi nutritivi di cui sono ricche!